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Vacanze Calabria

La Calabria è una regione dell’Italia meridionale con capoluogo Catanzaro. È la regione più a sud dell’Italia peninsulare ed è bagnata dai mari Tirreno e Ionio. Comprende le province di Catanzaro, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria e Vibo Valentia.

Spiagge e Coste

Questa regione detiene il 10% dell’intero patrimonio costiero dell’Italia, e presenta la più grande varietà di spiagge rocciose, basti pensare agli scogli granitici della provincia reggina, del tirreno vibonese, e dello ionio catanzarese. Le rocce sono presenti in misura minore anche in alcune località isolane del mar Mediterraneo (come ad esempio in Sardegna). Il litorale calabrese è costituito da rocce di ogni era geologica. è molto più sviluppata rispetto quella Tirrenica per quanto riguarda strutture e organizzazione, sviluppo dovuto ad una una maggiore presenza del turismo per via della bellezza naturale e artistica dei luoghi.

Clima

Il clima calabrese è generalmente di tipo mediterraneo. Il litorale Ionico è più secco e arido di quello tirrenico che si presenta con un clima più mite. Le temperature in genere lungo le coste non scendono mai sotto i 10 gradi e non salgono mai sopra i 40°, con punte di 42-44° nei mesi estivi. Lungo gli Appennini, dal Pollino, passando dalla Sila fino all’Aspromonte, il clima è quasi di tipo alpino. Gli inverni sono freddi, rigidi e nevosi, le estati fresche con qualche temporale pomeridiano.

Vegetazione

Dal livello del mare fino ai 600 metri predomina la macchia mediterranea con ulivi, lecci e altre piante tipiche del clima mediterraneo. Dai 700 metri fino ai 1000 cresce una vegetazione di transizione: castagni e altre querce. Dai 1000 metri in su dominano le specie tipiche del clima di montagna, composte da faggi, abeti bianchi e da pini larici.

Luoghi d’interesse del territorio Calabrese (monumenti nazionali, parchi naturali e siti archeologici) divisi per provincia

Provincia di Reggio Calabria:

- Villa Comunale di Cittanova

- Castello di Palizzi

- Villa Comunale di Palmi

- Cattedrale dell’Assunta di Gerace

- Fontana degli Specchi di Villa Caristo di Stignano

- La Cattolica (Katholiké) di Stilo

- Cappella Barocca del SS Sacramento e Basilica Cattedrale Metropolitana di Maria Santissima Assunta in Cielo (Duomo di Reggio Calabria)

- Castello Aragonese di Reggio Calabria

- area nazionale protetta del parco nazionale dell’Aspromonte

- parco archeologico Griso-La Boccetta con resti di templi arcaici, mura greche sul lungomare Falcomatà, mura greche sulla collina del Trabocchetto, mura greche sulla collina degli angeli, agorà/foro in piazza Italia, varie necropoli ellenistiche tra Santa Caterina e San Giorgio Extra, resti dell’Odéon di Reggio in via XXIV maggio, tomba ellenistica di via Tripepi, resti di un Athenaion sotto un bar del lungomare Falcomatà, resti di un grande impianto termale d’epoca romana sul lungomare Falcomatà;

- Locri Epizefiri, a sud dell’odierna Locri: tempio ionico in contrada Marasà, abitato in Centocamere, tempio di Zeus, Santuario di Persefone in contrada Mannella, necropoli in contrada Lucifero, necropoli in contrada Parapezza, necropoli in Contrada Faraone, Teatro greco in contrada Pirettina;

- Kaulon, nei pressi di Monasterace marina: base di un tempio dorico ai piedi del promontorio Cocinto vicino al mare;

- scavi di Medma, nei pressi di Rosarno;

- scavi di Metauros, oggi Gioia Tauro;

- scavi di una villa romana in contrada Palazzi a Casignana;

- scavi di un teatro greco a Marina di Gioiosa Ionica

Provincia di Vibo Valentia:

- Castello angioino-aragonese, chiesa di San Giorgio di Pizzo Calabro

- Hypponion, oggi Vibo Valentia: mura della città greca in due tratti, resti di un tempio dorico sul colle del telegrafo, resti di un tempio ionico sull’altura del Cofino, resti di un tempio dorico presso la Cava Cordopatri, resti di abitato romano in via XXV aprile;

- altri scavi in provincia: resti di un impianto termale e di due domus in località S. Aloe, resti di una villa romana a 4 km ovest dell’area aeroportuale militare, tracce di una villa romana in località Trainiti, presso Briatico;

Provincia di Crotone:

- Tempio di Era Lacinia a Crotone

- area nazionale protetta del parco Nazionale della Sila

- Kroton, oggi Crotone: Capo Colonna (Tempio di Hera Lacinia)ed il parco archeologico circostante ed il museo archeologico nazionale presso il parco dove è conservato un preziosissimo diadema d’oro dedicato alla dea Hera.

- scavi dell’antica città di Krimisa, nei pressi di Cirò Marina;

Provincia di Cosenza:

- Chiesa di San Bernardino da Siena ad Amantea

- Casa natale di Michele Bianchi a Belmonte Calabro

- Castello aragonese di Belvedere Marittimo

- Chiesa matrice dell’Annunziata, chiesa di Sant’Antonio abate di San Fili

- Castello di Oriolo

- Ponte romano di Scigliano

- area nazionale protetta del parco Nazionale della Sila

- area nazionale protetta del parco Nazionale del Pollino

- scavi delle antiche città di Thurii e Sibari;

- scavi di Laos, nei pressi di Santa Maria del Cedro;

- Grotta del Romito a Papasidero: caverna preistorica con incisioni risalenti al paleolitico.

Provincia di Catanzaro:

- Altare maggiore nella chiesa di San Giovanni Battista di Soveria Mannelli

- Resti dell’Abbazia di Santa Maria di Corazzo a Castagna

- area nazionale protetta del parco Nazionale della Sila

- Scolacium, nei pressi di Squillace: Parco archeologico Scolacium;

- scavi di Terina, nei pressi di S. Eufemia Vetere;

Storia e curiosità sulle città capoluogo di provincia:

Reggio Calabria

Reggio fu una tra le più importanti città della Magna Grecia raggiungendo grande potenza politico-economica e grande pregio artistico-culturale nel V secolo a.C. Fu poi alleata di Roma e successivamente divenne metropoli dell’impero bizantino. Fu sotto gli arabi, i normanni, gli angioini e gli aragonesi. Successivamente entrò a far parte del Regno di Napoli e del Regno delle Due Sicilie e passò quindi al Regno d’Italia per poi arrivare ai giorni nostri come città della Repubblica Italiana. Le statue dei Bronzi di Riace esposte nel Museo di Reggio Calabria richiamano la nostra attenzione per la perfezione e l’armonia delle loro forme ma soprattutto per il mistero che avvolge la loro storia. Incerta è la loro provenienza, forse dalla Grecia o dalla Magna Grecia, una nave naufragò nelle acque di Riace e li s’inabissarono i due bronzi, ritrovati soltanto nell’agosto del 1972. Dubbia è l’identità e la paternità, forse Fidia, o Policleto, o Mirone, certamente un abile bronzista vissuto nel V secolo a. C.
Solo nel 1981, dopo nove anni di delicata opera di restauro da esperti, le due statue di bronzo vennero poste nelle sale del Museo, suscitando emozioni e stupore in coloro che ammirarono la loro bellezza ed imponenza. I Bronzi di Riace raggiungono un altezza di due metri, prive entrambi di lancia e di scudo, ma distinte dalla presenza dell’elmo che copre il capo e dalla mancanza di un occhio nella statua B e dall’occhio in calcare e l’aggiunta in epoca successiva di un braccio nella statua B.

Vibo Valentia

Territorio che racchiude una varietà di profumi e sapori, di ambienti e panorami, grazie alla sua avvantaggiata posizione geografica, che la vede protendersi fino alle alture delle Serre, accostando a questa ricca vegetazione i colori cangianti del mare che bagnano un lungo tratto costiero di superba bellezza. Una varietà di prodotti gastronomici sono frutto di ricette antiche delle popolazioni interne, quali pecorino, le ricotte, caciotte e mozzarelle, prodotte in maniera tradizionale e secondo tecniche antiche. Alla base di un’intera filiera alimentare è la lavorazione del maiale: salsicce, salumi, sopressate piccanti e la ‘ndujia detengono un posto di rilievo nella cucina calabrese. Si ricordi inoltre la famosissima cipolla di Tropea. Non manca la produzione di vini (Zibibbo, Magliocco, Malvasia, Sangiovese, Greco, Aglianico, Olivarella) e dell’olio di oliva di colore verde, fruttato e leggermente piccante. Di particolare valore gastronomico sono infine i funghi, tra cui i più ricercati sono i porcini; a Soriano si producono i tipici mostacciuoli, preparati con farina, mosto caldo e miele e dalle forme rappresentanti figure arcaiche. E tantissimi aromi: origano, capperi, basilico, finocchietto. E sono gli aromi il filo di collegamento con i piatti rivieraschi, dove trionfa il pesce, ma sempre incastonato in una cucina mediterranea dai sapori forti. A tal proposito, tra le località costiere, si cita Pizzo, la città del tartufo e dei gelati tradizionali alla frutta.

Crotone

Diodoro Siculo attribuisce la sua fondazione a Miskellos nel secolo VIII sec. a. C. per ordine dell’oracolo di Delfi. Ovidio, invece, narra la leggenda che ha per protagonista Ercole, il quale, passando per le vicinanze di Capo Lacinio, il promontorio che prendeva il nome da un indigeno, fu da quest’ultimo derubato del proprio gregge. Ercole per vendetta lo uccise, colpendo accidentalmente anche il suo amico Kroton che era con lui. L’eroe, profondamente addolorato dall’accaduto, predisse la nascita di una grande città che ricordasse il suo amico. Crotone divenne uno dei principali centri culturali e religiosi della Magna Grecia. Il tempio di Hera Lacinia con le sue 48 colonne fu famoso in tutto il mondo greco e romano. Nel medioevo subì l’invasione dei Longobardi, l’assedio dei Saraceni, mentre i Normanni favorirono la ripresa economica. Subì la dominazione aragonese, poi le terre del marchesato furono suddivise in piccoli insediamenti, determinando una decadenza economica fino alla dominazione borbonica. Attualmente è una città della Repubblica Italiana. Il Castello di Carlo V voluto nel 1531 dall’imperatore Carlo V e situato intorno al colle ove sorgeva l’Acropoli Greca, costituiva una delle più importanti e massicce costruzioni militari dell’Italia meridionale; ora vi si trovano la Biblioteca Comunale ed il Museo Civico.

Cosenza

Le origini della città (IV secolo a.C.) devono la sua conoscenza quando diventa città strategica del popolo dei Bruzi. Durante la dominazione romana, diventa una stazione della via ab Regio ad Capuam, meglio nota come Via Popilia (o Via Annia). Nel 331 a.C. vi morì Alessandro I d’Epiro zio di Alessandro Magno che stringeva d’assedio la città insieme all’esercito della città di Taras (odierna Taranto). Si narra che nell’alveo del Busento sia sepolto in armatura, col suo cavallo e i suoi tesori, il re dei Visigoti Alarico I, che dopo il Sacco di Roma del 24 agosto 410 d.C. era sceso fin nel Bruzio e stava assediando la città. Regno longobardo e poi bizantino, viene identificata dal governo costantinopolitano col nome di Constantia. Subisce la dominazione normanna e l’inizio della dominazione sveva che, grazie al suo imperatore Federico II di Svevia, completa e consacra il Duomo. Lo stretto legame tra Federico II e Cosenza viene indicato dalla volontà del sovrano di far riposare nel Duomo della città le spoglie del figlio Enrico VII, primogenito nato dal matrimonio con Costanza, sorella del re d’Aragona, e morto suicida dopo i dissapori e le alterne vicende che lo videro in contrasto con il padre che lo aveva condannato prima a morte, poi al carcere a vita. Fu regno degli Aragonesi e degli Angioini. Nel 1844, presso il Vallone di Rovito, furono fucilati insieme ad altri 9 ufficiali, i Fratelli Bandiera.

Catanzaro

È situata strategicamente al centro del Golfo di Squillace nell’istmo di Catanzaro, il punto più stretto della Penisola con soli 35 chilometri di terra che separano la costa jonica da quella tirrenica. L’elemento centrale dello stemma della città è l’aquila imperiale, privilegio accordato dall’imperatore Carlo V per premiare la strenua resistenza dei catanzaresi nel 1528 contro le truppe francesi fedeli ai Valois. Lo stemma è completato da uno scudo che riproduce i tre colli su cui si erge la città e da un nastro azzurro, stretto dal becco dell’aquila, su cui è riportato il motto “Sanguinis effusione”.Sembra che il motto derivi dai vari spargimenti di sangue riportati in varie battaglie dai combattenti catanzaresi (sanguinis effusione = spargimento di sangue). La provincia di Catanzaro deriva da una della provincia di Calabria Ulteriore I che comprendeva i comprensori di Catanzaro, Cosenza, Crotone, Nicastro (oggi Lamezia Terme) e Monteleone (oggi Vibo Valentia). Oggi comprende solamente i comprensori di Catanzaro e Lamezia Terme.

Link ad articoli ed offerte riguardati questa località

- Isola di Capo Rizzuto, Villaggio Baia degli Dei

- Paola (CS), Villaggio Bahia

- Paola, Villaggio Bahia

- Marina di Sibari, Hotel e Residence Il Borghetto

- Marina di Sibari, Villaggio Otium Beach Resort

- Roseto Capo Spulico, Villaggio Over 18 Cala dei Saraceni

- Scalea, Hotel Parco dei Principi

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